- Ciao Michele, sono Simone, sono cattolico, siamo tutti cattolici e ti vogliamo conoscere tutti. Tu la pensi come noi, siamo molto simili! Tu come ti definiresti?
- Mi ricordo... ateo e materialist...
(Palombella Rossa, 1989)
"Era un manoscritto spagnolo. Conoscevo pochissimo di quella lingua, ma ne sapevo abbastanza per capire che poteva trattarsi di un libro divertente, vi si parlava di briganti, di spettri, di cabalisti, e nulla più della lettura di un romanzo bizzarro era adatto a distrarmi dalle fatiche della campagna militare. Convinto che non sarebbe più tornato dal legittimo proprietario, non esitai a impadronirmene." J.P.
Bontà sua dopo centoundici ore ha cessato lo sciopero della fame contro l'iniquità del processo elettorale, di propaganda radiotelevisiva, di validazione delle firme, di presentazione delle candidature.Nome accattivante vero?
Pregasi leggere fino in fondo...
Era il 1978
Caro compagno,
questa lettera viene inviata ai circa cento intervenuti alle due assemblee della Costituente Antimilitarista Radicale di Firenze, agli abbonati e sostenitori di AN, ad altri gruppi ed associazioni, radicali e non.
Leggerai nei fogli allegati della costituzione della LSD, della sua struttura libertaria, dei suoi programmi di lotta.
Ma non è fuorviante e inopportuno, in ore in cui si decide della sopravvivenza e dell’affossamento della Costituzione (e quindi della sopravvivenza e dell’affossamento delle speranze e dei progetti, a sinistra, per un’alternativa di libertà e di democrazia) spendere vecchie e nuove energie nella lotta antimilitarista e per il disarmo? E’ la domanda che, dall’esterno, alcuni compagni ed amici ci hanno posto.
L’assemblea di Gavoi e le riunioni successive sono state molto chiare a questo proposito: i militanti dell’LSD (…) hanno posto al centro dei primi mesi di attività la lotta per la difesa dei referendum e della Costituzione, e numerosi sono ora in digiuno assieme a decine di militanti radicali, per ottenere, da nonviolenti, l’informazione dei cittadini sui problemi politici all’ordine del giorno.
Ma l’analisi su cui fondavamo, sin da settembre, la necessità della ripresa, in forme nuove ed aperta a tutti i cittadini (non più ai soli obiettori della lotta per la pace) resta pienamente valida: c’è un piano di militarizzazione a lungo termine della vita civile che incombe, con le nuove leggi di polizia e la ristrutturazione efficientistica delle forze armate, che trova la sua conclusione progettuale nella “nuclearizzazione” della società. Ci troveremo, senza che la grande maggioranza del paese ne sia consapevole, dritti “in Germania”. Di fronte allo sporco gioco del regime che vuole respingere nel guscio della paura la opposizione popolare per mezzo della strategia del terrore, la nostra risposta deve essere immediata e nuova: riaprire le grandi lotte popolari per la pace, rilanciare l’opposizione intransigente dei cittadini all’assuefazione alle armi, alla violenza, alla presenza degli ordigni di morte, alla libera circolazione e proliferazione ed esportazione degli armamenti, in nome di una “difesa” che, giorno dopo giorno, difende solo gli interessi di regime e del capitale ed apre angosciosi fronti verso un futuro che, a detta dei più illustri scienziati che studiano la corsa agli armamenti, ci sta portando inevitabilmente, entro il Duemila, alla terza e definitiva Guerra mondiale.
Primo passo per la trasformazione socialista della società - i radicali lo sostengono da quasi vent’anni - dovrà essere, in termini economici e politici, la conversione delle strutture militari in strutture civili e di progresso. Primo passo per dar corpo alle lotte nonviolente “di movimento” che dovranno sostenere questa trasformazione, la costituzione di una nuova realtà antimilitarista popolare, come ai tempi dell’opposizione proletaria e socialista alla I guerra mondiale, o delle grandi mobilitazioni anti-atomiche dei tempi di Bertrand Russell.
Con le iniziative della Lega Socialista per il Disarmo, se saremo in molti e concordi a sostenerle, potremo fare alcuni passi in questa direzione.
Un fraterno saluto, Francesco Rutelli
A me piace ricordarlo così oggi che la sua strada (a quanto ne dice lui) è segnata...

Di recente nella città di M. si fa un gran parlare della costruzione di una graziosa centrale che produca elettricità grazie alla fissione atomica, da ubicare nel litorale della ridente città costiera, immagino in area Lisert.
Ahmet Turk è il leader del "Partito per una Società Democratica" (Demokratik Toplum Partisi) fondato nel 2005, rappresenta nella grande assemblea turca il popolo curdo (a dispetto del suo cognome). Diversi parlamentari, eletti come indipendenti, si sono aggregati in quella che è la maggior componente politica filocurda attiva in Turchia attualmente.
Un sondino naso-gastrico, se ne è parlato molto nei giorni del "caso Englaro", è un tubo di gomma morbido e flessibile, utilizzato per la nutrizione, la famosissima nutrizione-diritto-di-tutti (tranne dei poveri e di quelli che vivono nel terzo mondo).


Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana. (Costituzione Italiana, art.32, comma II)
Spero che lo stridio degli avvoltoi, gli strali porporati, le contumelie destrimani e gli anatemi centristi risparmino una famiglia che ha scelto in coscienza e che merita rispetto, silenzio e dignità.
La destra farà una legge, ci renderà i fanalini di coda dell'intero occidente in tema di libertà di astensione dalle cure e scelta sulla propria dignità di uscita dall'esistenza; ancora una volta si dimostrerà che l'assolutismo cattolico non riesce a concepire che la Libertà è permettere agli altri di fare scelte diverse da quelle che non faremmo al loro posto.
Tutti d'accordo che lo stato possa tranquillamente prendersi la briga di decidere al posto dei singoli quali atti medici sono o non sono da perpetuare in maniera indefinita...
Nella "storia morale" del Cattolicesimo si parla di "libero arbitrio", peccato che se ne parli soltanto, senza rispettarlo mai.




RPG (Massive Multiplayer Online Role-Playing Game), un vero mondo virtuale in cui ricreare la propria indentità attraverso il proprio "avatar" che vive, opera, e fa "carriera" nel nuovo mondo, secondo le sue regole.
ni elementi metaforici della dipendenza da web: il suicidio misterioso di una ragazza da cui si ricevono ancora delle mail, l'esistenza di una "controparte" nel web della protagonista, molto più spigliata di lei, la voglia di far collimare e fondere due mondi, quello reale e quello onirico-virtuale, destinati a rimanere invariabilmente distanti.
Pompeo, uomo grasso, rubicondo e assai stimato in Oriente prende precisi accordi per grazioso viaggio in terra Egiziana. Allo sbarco, accolto da vecchi compagni d'arme lì convenuti, viene accoltellato e decollato.
Cesare, più scaltro, prende accordi con altra agenzia, a gestione femminile. Riceve trattamento pregevole, comprensivo di regalo di vero tappeto egiziano con ragazza avvolta all'interno. Soggiorno gradevole, al cui ritorno viene tuttavia accoltellato dal proprio figlio adottivo in pieno centro.
Marco Antonio, stessa agenzia del precedente, stesso menù di intrattenimento, senza il numerino del tappeto. Soggiorno gradevole nella prima metà. Meno nella seconda in cui è costretto al suicidio.
Re Luigi IX detto il santo, progettava una visita a Gerusalemme passante per l'Egitto. Soggiorno non gradevolissimo presso le comode carceri Egiziane. Pagamento di costo di alloggio altissimo, per quei sei annetti di affannosa permanenza. Quando, anni dopo, osa tornare in nordafrica, muore di dissenteria, e con enorme classe, viene bollito e, dopo aver "fatto buon brodo", disossato per tradurre le ossa stesse in Europa.
Napoleone ad inizio carriera si muove per visitare, con quarantamila amici, le terre d'Egitto. Purtroppo le navi da crociera utilizzate per la visita vengono affondate da una agenzia viaggi di concorrenti Albionici (perfidi). La permanenza si allunga in maniera spropositata... Comunque il viaggiatore più fortunato nelle terre egiziane non ci muore, nè viene ucciso poco dopo... Si limita ad uno sfortunatissimo viaggio...
Rommel la volpe nel deserto, dopo un brillante safari di gruppo in pieno nordafrica decide di avventurarsi anche egli nel malefico Egitto, che arride solo agli Albionici. Inutile rinvangare il solito copione di sconfitte e suicidi.
Il ragazzo del Texas che, alla fine del suo mandato, costellato di una serie spaventevole di insuccessi in politica estera, si trova con l'ennesimo problema più grande di lui ed ovviamente ricama la solita sfilza di scelte sbagliate.
L'uomo più potente e crudele della Russia, esperto ventriloquo, ed alle sue spalle il suo pupazzo. Questa splendida coppia che sta dando alla NATO ed al mondo una lezione storica.
Il grande stratega Georgiano, che ha appena perso due provincie scissioniste per la sua vasta lungimiranza.
Il consumato attore Francese, che ha messo in piedi una colossale commedia con toni drammatici con sè stesso nel ruolo del grande mediatore. Si noti che il suo trattato non è stato rispettato se non del tutto episodicamente, fino ad ora...
E poi l'attore italico, quello che ha dichiarato di aver detto lui al telefono al grande Vlad di risparmiare la Georgia... Capito? Al telefono... Gli ha detto "Guarda Vlad, secondo me è meglio che non fai troppo il pazzeriello"...
Quest'uomo e tutte le teorie scritte sul suo arcifamoso libercolo teorizzante la presenza di un unico solido impero mondiale si sono rivelate semplicemente, banalmente, irrimediabilmente errate.



Il cinema di Ozu, maestro degli anni '50, mostra il contrasto tra la modernità e la tradizione che lacera la solida struttura familiare e nazionale giapponese; i lavori e soprattuto la drammatica uscita di scena di Mishima, nel 1970, con un seppuku rituale dopo una orazione contro la costituzione del '47 e per un ritorno al nazionalismo; sono solo due esempi.
morte da superlavoro". L'etica del lavoro giapponese (terra che non ha mai avuto Marx) contempla lavoro straordinario massacrante e spesso non retribuito che prosegue sistematicamente fino a tarda notte, ogni giorno, con un sistema spossante e distruttivo che finisce per spingere alcuni individui al suicidio. Fin dagli anni '80 esistono pene per le aziende colpevoli di trattamenti che spingano al suicidio da superlavoro i propri dipendenti.
Il suicidio non è, infatti, distonico rispetto all'etica nipponica. Tutt'altro.