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sabato 17 novembre 2012

Mi ricordo...




- Ciao Michele, sono Simone, sono cattolico, siamo tutti cattolici e ti vogliamo conoscere tutti. Tu la pensi come noi, siamo molto simili! Tu come ti definiresti?
- Mi ricordo... ateo e materialist...

(Palombella Rossa, 1989)

domenica 28 febbraio 2010

Presidente a Tavolino

Bontà sua dopo centoundici ore ha cessato lo sciopero della fame contro l'iniquità del processo elettorale, di propaganda radiotelevisiva, di validazione delle firme, di presentazione delle candidature.

Proprio per mancato rispetto delle scadenze previste, intanto, la principale lista a sostegno della sua diretta avversaria viene fermata, con l'effetto di creare il caos nel centrodestra, di provocare la gastrite ai dirigenti romani del PdL che rischiano seriamente di restare "a spasso", di regalare ad Emma mezza vittoria (in cui non credeva nessuno, altrimenti mica la candidavano) su un piatto d'argento, di far sbroccare il ministro della diccì, di costringere la Polverini ad appellarsi al capo dello stato.

Appellarsi al capo dello stato? - deve aver pensato Emma - Principiante.

martedì 29 settembre 2009

LSD - Lega Socialista per il Disarmo

Nome accattivante vero?

Pregasi leggere fino in fondo...

Era il 1978



Caro compagno,

questa lettera viene inviata ai circa cento intervenuti alle due assemblee della Costituente Antimilitarista Radicale di Firenze, agli abbonati e sostenitori di AN, ad altri gruppi ed associazioni, radicali e non.

Leggerai nei fogli allegati della costituzione della LSD, della sua struttura libertaria, dei suoi programmi di lotta.

Ma non è fuorviante e inopportuno, in ore in cui si decide della sopravvivenza e dell’affossamento della Costituzione (e quindi della sopravvivenza e dell’affossamento delle speranze e dei progetti, a sinistra, per un’alternativa di libertà e di democrazia) spendere vecchie e nuove energie nella lotta antimilitarista e per il disarmo? E’ la domanda che, dall’esterno, alcuni compagni ed amici ci hanno posto.

L’assemblea di Gavoi e le riunioni successive sono state molto chiare a questo proposito: i militanti dell’LSD (…) hanno posto al centro dei primi mesi di attività la lotta per la difesa dei referendum e della Costituzione, e numerosi sono ora in digiuno assieme a decine di militanti radicali, per ottenere, da nonviolenti, l’informazione dei cittadini sui problemi politici all’ordine del giorno.

Ma l’analisi su cui fondavamo, sin da settembre, la necessità della ripresa, in forme nuove ed aperta a tutti i cittadini (non più ai soli obiettori della lotta per la pace) resta pienamente valida: c’è un piano di militarizzazione a lungo termine della vita civile che incombe, con le nuove leggi di polizia e la ristrutturazione efficientistica delle forze armate, che trova la sua conclusione progettuale nella “nuclearizzazione” della società. Ci troveremo, senza che la grande maggioranza del paese ne sia consapevole, dritti “in Germania”. Di fronte allo sporco gioco del regime che vuole respingere nel guscio della paura la opposizione popolare per mezzo della strategia del terrore, la nostra risposta deve essere immediata e nuova: riaprire le grandi lotte popolari per la pace, rilanciare l’opposizione intransigente dei cittadini all’assuefazione alle armi, alla violenza, alla presenza degli ordigni di morte, alla libera circolazione e proliferazione ed esportazione degli armamenti, in nome di una “difesa” che, giorno dopo giorno, difende solo gli interessi di regime e del capitale ed apre angosciosi fronti verso un futuro che, a detta dei più illustri scienziati che studiano la corsa agli armamenti, ci sta portando inevitabilmente, entro il Duemila, alla terza e definitiva Guerra mondiale.

Primo passo per la trasformazione socialista della società - i radicali lo sostengono da quasi vent’anni - dovrà essere, in termini economici e politici, la conversione delle strutture militari in strutture civili e di progresso. Primo passo per dar corpo alle lotte nonviolente “di movimento” che dovranno sostenere questa trasformazione, la costituzione di una nuova realtà antimilitarista popolare, come ai tempi dell’opposizione proletaria e socialista alla I guerra mondiale, o delle grandi mobilitazioni anti-atomiche dei tempi di Bertrand Russell.

Con le iniziative della Lega Socialista per il Disarmo, se saremo in molti e concordi a sostenerle, potremo fare alcuni passi in questa direzione.

Un fraterno saluto, Francesco Rutelli


A me piace ricordarlo così oggi che la sua strada (a quanto ne dice lui) è segnata...

giovedì 30 aprile 2009

Buon Sangue Non Mente

Questo è un post inutilmente polemico.
Che parla della prima cosa messa a posto da Obama e di un grande successo di una azienda Italiana, la solita.

Ovvero parla di come la Fiat sia andata a prendere gli aiuti di stato in USA.
Ma solo dopo aver fatto firmare ai sindacati un accordo in cui i lavoratori si tagliano gli stipendi del 25% e poi si impegnano a non scioperare più per i prossimi 6 anni...

Dice Marchionne che è un grande momento per l'Italia.
Ecco... Come mai nessuno gli chiede di spiegarci (esattamente) il perchè?

lunedì 27 aprile 2009

Del Maiale non si butta via niente.

Memorandum di un Pandemonio I













Aspettiamoci la crisi di panico...
Sta arrivando... La sento nell'aria...
Tamiflu per tutti!
Speriamo che le scorte inutili fatte tre anni fa si possano ancora usare...

giovedì 12 marzo 2009

Atomi assicurati

Trittico Atomico - II
Di recente nella città di M. si fa un gran parlare della costruzione di una graziosa centrale che produca elettricità grazie alla fissione atomica, da ubicare nel litorale della ridente città costiera, immagino in area Lisert.
(Non è l'unica "graziosa centrale" di cui si discute, nei pressi di M. ma questa è un'altra storia)


L'altro giorno, mentre posavo lo sguardo su un contratto di assicurazione Kasco dell'auto, leggendo tutte le decine e decine di casi in cui cavillosi avvocati di-grigio-vestiti potrebbero rifiutarsi di versare il corrisposto basandosi sulle righe piccole del contratto, sono arrivato a questo:


- Comunque non verranno rimborsati danni direttamente o indirettamente provocati da fenomeni di trasmutazione dell'atomo. [...]



La frase è volutamente ambigua, non è chiaro se l'atomo trasmutato debba essere quello della stessa automobile (colpita quindi da un fantascientifico raggio disgregatore) o anche un altro atomo qualunque, tipo, che so, quello di un incidente atomico lì vicino.
Non è nemmeno chiaro se si parli della trasmutazione fisica dell'uranio in piombo o in quella dei metalli in oro.
(Un semiasse in oro si piegherebbe facilmente, ma non credo che provocherebbe troppe storie)

Ma io so già che non può essere un caso.
Non hanno nemmeno costruito la centrale e già questi assicuratori mettono le mani avanti!
Vi pare giusto?

Secondo me, se una esplosione nucleare devastasse la mia automobile, l'assicurazione, COME MINIMO, dovrebbe risarcirmi!

sabato 28 febbraio 2009

Minoranze - 1

Ahmet Turk è il leader del "Partito per una Società Democratica" (Demokratik Toplum Partisi) fondato nel 2005, rappresenta nella grande assemblea turca il popolo curdo (a dispetto del suo cognome). Diversi parlamentari, eletti come indipendenti, si sono aggregati in quella che è la maggior componente politica filocurda attiva in Turchia attualmente.

Più volte sull'orlo di essere messi al bando, diverse volte accusati di collusioni o vicinanze con i noti terroristi del PKK, sono riusciti, nelle elezioni del 2007 ad eleggere diversi rappresentanti.

Il 24 febbraio, in corrispondenza della giornata in cui l'unesco ricorda l'importanza della lingua madre nella cultura dei popoli, Ahmet Turk ha preso la parola nell'assemblea, ha iniziato il suo intervento politico...

Ad un certo punto però le sue parole si sono fatte incomprensibili ai colleghi dei partiti Turchi, perchè Ahmed aveva cominciato a parlare in Curdo.
La televisione di stato, che seguiva i lavori parlamentari, ha tagliato il collegamento, di colpo, come si stacca la spina ad una radio impazzita.

In Turchia nessuno può parlare Curdo in pubblico, tranne la TV apposita dello stato TRT6, creata per dare anche ai curdi un po' di sana propaganda in lingua madre, perchè quando si parla di fare critica, di fare politica, le cose cambiano. Decine di curdi sono perseguiti per aver distribuito materiale elettorale bilingue, anche in curdo, o per aver pronunciato alcune parole in curdo durante convegni e comizi. Persino scrivere WAN al posto di VAN è sufficiente...

In definitiva nessuno può parlare di politica, eccetto in Turco,
men che meno in parlamento,

men che meno un Curdo.

venerdì 27 febbraio 2009

Un offerta che non si può rifiutare.

Un sondino naso-gastrico, se ne è parlato molto nei giorni del "caso Englaro", è un tubo di gomma morbido e flessibile, utilizzato per la nutrizione, la famosissima nutrizione-diritto-di-tutti (tranne dei poveri e di quelli che vivono nel terzo mondo).
Colore e diametro sono variabili a seconda del materiale usato (silicone o meno) e di quanta roba si voglia gettarci dentro, però la sostanza è che si infila agilmente dal naso, con un pò di materiale anestetico e lubrificante, e gli si fa percorrere la faringe, l'esofago (mai infilarlo in trachea, per evitare sgradevoli polmoniti) fino allo stomaco... Giunti praticamente a fine stomaco si può stare soddisfatti e fissare.

Sto aspettando che approvino le norme in discussione in parlamento, grazie all'asse tra Rutelli ed il resto della destra italiana, che chiariscono che tutti abbiamo diritto ad un sondino naso gastrico.
Il diritto di sciopero si può anche comprimere, ma non certo quello al sondino naso gastrico, per gli Dei! In fondo, pensare che un tubo di plastica che entra dal naso sia un trattamento sanitario o comunque non sia un modo naturale per assumere del cibo è una posizione così assurdamente laicista!


Quindi pensavo di offrire a vecchi amici ottime birre da assumere rigorosamente tramite sondino, estemporaneamente posizionato direttamente al banco del bar... Pare infatti che tra qualche tempo, un sondino, se te lo proporranno, non si potrà proprio rifiutare...

mercoledì 18 febbraio 2009

Non è il PD che sognavo...

Sottotitolo: la musica è finita, gli amici se ne vanno

Walt dice che il Piddì è stato un sogno ricorrente nella sua vita, ma che non è mai riuscito a portarlo alla vittoria. A dire il vero in 18 mesi il centrosinistra (tutto, non solo il Piddì) ha collezionato la più spettacolare serie di sconfitte mai inanellata in italia da una qualsiasi formazione politica dopo la compagine del pentapartito dei primi anni '90.
E senza nemmeno metterci in mezzo scandali giudiziari come quelli dell'epoca.
Ecco il Pi-Di, simboletto accattivante che ricorda la bandiera dell'Italia (che altro partito vi fa venire in mente questa cosa?), nome dilavato da ogni ombra di riferimento alla tradizione della sinistra italiana, operazione ringiovanimento (?!?), estetica d'oltreoceano, tentazioni politiche "centriste" nel senso DeGasperiano del termine...


Tutto inutile, 18 mesi di schiaffi, un diradamento di consensi che riporta il partito democratico alle dimensioni dei soli DS, una crisi che attraversa verticalmente tutto il vecchio centrosinistra creato da una multialchimia nel biennio 94-95 e, nel bene e nel male, attrezzato quanto meno per competere sul campo con le armate berlusconiane, oggi vincitrici a mani basse, nelle menti e nei cuori degli italiani.

A questo punto, se Walt ha sognato il suo Pi-Di, allora anche io parto con delle proposte onirico-fantastiche e propongo una novità sulla base di un sogno:

Premessa: Visto che sono finite le ideologie, visto che ormai la gente, le persone, gli uomini comuni a cui non vogliamo certo far guerra o pretendere che si interessino minimamente a cose irritantemente noiose come la storia, la filosofia o qualsivoglia apporto culturale, hanno comunemente deciso che le idee sono un fardello inutile rispetto alla grancassa populista...

Anche con un occhio al mondo dei gggiovani...
Anche con un pensiero rivolto al femminismo...

Propongo il

PARTITO X.


Il partito X (ics).
Dove la X rappresenza la generazione X
Dove la X è simbolo di femminilità.
Dove si intende un aggettivo a piacere al posto della X, perchè ognuno ha un aggettivo da metterci, e noi non si vuole scontentare nessuno...

Perchè è la perfetta sintesi del pensiero politico che va per la maggiore...

"Visto che sono tutti uguali, tanto vale votare un partito X!"

E soprattutto il Partito X permette di rimettere in gioco quel simbolo, quello sì apparso in sogno per vincere ad uno che si apprestava a conquistare Roma...

E c'è anche il richiamino religioso che fa tanto bene all'umore del santo padre...



P.S: Lo so, lo so che si legge "Chi-Ro", ma se su "repubblica" Catilina ha nominato senatore un cavallo, noi possiamo leggerlo Pi-Ics!

E poi dai, lo sapete "In hoc signo vinces"...
C'è forse altro di importante, in politica, al giorno d'oggi?

martedì 10 febbraio 2009

Un saluto.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

(Costituzione Italiana, art.32, comma II)


Spero che lo stridio degli avvoltoi, gli strali porporati, le contumelie destrimani e gli anatemi centristi risparmino una famiglia che ha scelto in coscienza e che merita rispetto, silenzio e dignità.

La destra farà una legge, ci renderà i fanalini di coda dell'intero occidente in tema di libertà di astensione dalle cure e scelta sulla propria dignità di uscita dall'esistenza; ancora una volta si dimostrerà che l'assolutismo cattolico non riesce a concepire che la Libertà è permettere agli altri di fare scelte diverse da quelle che non faremmo al loro posto.

Tutti d'accordo che lo stato possa tranquillamente prendersi la briga di decidere al posto dei singoli quali atti medici sono o non sono da perpetuare in maniera indefinita...

Nella "storia morale" del Cattolicesimo si parla di "libero arbitrio", peccato che se ne parli soltanto, senza rispettarlo mai.


domenica 28 dicembre 2008

Speranze malriposte


Il presidente del consiglio dichiara che lascerà l'Italia qualora venissero pubblicate intercettazioni di sue telefonate "di un certo tipo".

«Io continuo a telefonare normalmente, ma il giorno che venisse fuori una mia telefonata di un certo tipo, me ne andrei in un altro paese, scapperei via»


Sperare, in fondo, non costa niente...

venerdì 31 ottobre 2008

Previsioni - VI


"L'unico che può andare avanti è Berlusconi: non perché era iscritto alla P2, ma perché ha la tempra del grande uomo che ha saputo fare, anche se ora mostra un po’ di debolezza perché non si avvale della maggioranza parlamentare che ha"
Licio Gelli - 31 ottobre 2008
- interrogato sull'attuazione del piano di rinascita democratica

Eh, sì, riecco il vecchio Licio. Presto, pare, avrà un programma tutto suo su una rete privata minore (Odeon TV) primi ospiti: Andreotti e Dell'Utri. Si parlerà di fascismo... Chissà perchè non di Mafia.

venerdì 10 ottobre 2008

Fallo Involontario


Ricorderete la storia del ragazzo di Parma, di colore, che riferiva di essere stato picchiato e insultato dai vigili della cittadina.
Bene.
Il sindaco ha autorizzato i vigili a spiegare la loro versione ed ha fornito alla stampa i verbali dell'accaduto, quattro verbali ciascuno redatto da un diverso agente.

Ebbene... Chiarito l'oscuro.
Le botte ci sono state, ma sono state "urti involontari al volto". Insomma, fallo di mani involontario, per giunta fuori area, l'arbitro lascia proseguire.

P.S: Dando una letta ai quattro verbali ho notato un'altra cosa... Curiosamente tre verbali su quattro riportano la dicitura "cadere rovinosamente a terra". Strano che in tutti e tre i verbali, autonomamente scritti da tre diversi agenti, sia stata scelta la stessa, iperbolica, locuzione?
Che dire... Dev'essere stata proprio una brutta caduta...

venerdì 19 settembre 2008

Le nuove droghe


La Smith & Jones Addiction Consultants si trova in Olanda, ad Wassenar, in un grazioso edificio di mattoni rossi, immerso nel verde di un ampio giardino alberato, con un pavimento in lucide assicelle di legno e sedie multicolori. Si tratta di una di quelle cliniche costose, dove si va a risolvere i propri problemi nel rapporto con sostanze d'abuso... Alcool, droghe, cibo... E Videogames.

Sì, perchè questo è uno dei primi centri dove si cura il videogaming compulsivo.
Più di 40 ore settimanali passate nel mondo del videogioco: i giovani adolescenti che diventano "dipendenti" da alcuni giochi on line ne fanno un vero e proprio lavoro fisso da 8 e più ore giornaliere, senza nemmeno la tregua del fine settimana.
La rivoluzione, in un mondo, quello del videogaming, dominato dalle affannose ricerche sulla connessione tra i cosiddetti sparatutto e i ragazzi americani che fanno stragi nei licei (chissà perchè ho sempre pensato che il videogame sia meno rilevante come fattore causale rispetto al poter avere un uzi in qualsiasi momento per le mani), è venuta con il gioco on-line.
Improvvisamente tutte le problematiche connesse alle dipendenze da chat, da MUD, da internet, si sono pesantemente riconnesse al mondo ludico.

Sono i MMORPG (Massive Multiplayer Online Role-Playing Game), un vero mondo virtuale in cui ricreare la propria indentità attraverso il proprio "avatar" che vive, opera, e fa "carriera" nel nuovo mondo, secondo le sue regole.
Inutile dire, come nella maggiorparte dei mondi "web 2.0" che c'è chi ci guadagna un sacco di soldi (le case produttrici del videogame, gestori dei mondi virtuali), chi è integrato nel sistema e ne ottiene un servizio (le centinaia di migliaia di giocatori che, sembra, si divertono) e chi ne viene letteralmente risucchiato.

Non solo statunitensi e tigri asiatiche quindi, anche nel cuore della vecchia europa gli adolescenti (adolescenti maschi di solito, le femmine sembrano protette, probabilmente perchè il genere di questi videogames ha un tono proto-bellico medieval-fantastico meno attraente per il gentil sesso) cominciano a soffrire della proiezione progressiva del proprio io nel web.

Anche un anime giapponese, Serial Experiment Lain, di qualche anno fa, ci mostra alcuni elementi metaforici della dipendenza da web: il suicidio misterioso di una ragazza da cui si ricevono ancora delle mail, l'esistenza di una "controparte" nel web della protagonista, molto più spigliata di lei, la voglia di far collimare e fondere due mondi, quello reale e quello onirico-virtuale, destinati a rimanere invariabilmente distanti.

Inutile dire che dal cartone animato ne hanno anche fatto un videogame...


Ogni mondo, ogni società ha la sua droga. Forse non pensavamo potesse essercene davvero una specifica per la società della comunicazione.

sabato 30 agosto 2008

Vacanze d'Egitto

Devo decidere dove fare le mie tanto agognate vacanze Fuori-Stagione.
E sì, perchè il mio viaggio recente in Croazia è stato sostanzialmente riassunto in una serie di piovaschi della durata di circa 30 ore, spalmate su una permanenza complessiva di 42 ore circa. Un proverbiale buco nell'acqua.
Ad attendermi però ci sono ulteriori tentativi vacazieri, oltre al breve weekend filofamiliare appena lodevolmente trascorso.
Ovvero il mio viaggio in Atlantide (ne riparlerò presto), e quello, di cui si parlava prima, "fuori stagione".

Tra le proposte che la cortesissima tipa dell'agenzia ci ha fatto c'era l'Egitto.
"La terra dei Faraoni" ho subito pensato, dimostrando di avere il livello culturale di un bambino di 5 anni e mezzo.
Ma subito dopo il mio lobo temporale ha cominciato a ripescare le note esperienze di gite di Europei continentali in Egitto...

Pompeo, uomo grasso, rubicondo e assai stimato in Oriente prende precisi accordi per grazioso viaggio in terra Egiziana. Allo sbarco, accolto da vecchi compagni d'arme lì convenuti, viene accoltellato e decollato.

E vabbè, direte voi... Viaggio sfortunato...



Cesare, più scaltro, prende accordi con altra agenzia, a gestione femminile. Riceve trattamento pregevole, comprensivo di regalo di vero tappeto egiziano con ragazza avvolta all'interno. Soggiorno gradevole, al cui ritorno viene tuttavia accoltellato dal proprio figlio adottivo in pieno centro.

E vabbè diranno i precisi... Solo una casualità...


Marco Antonio, stessa agenzia del precedente, stesso menù di intrattenimento, senza il numerino del tappeto. Soggiorno gradevole nella prima metà. Meno nella seconda in cui è costretto al suicidio.


E vabbè faranno i maliziosi... Erano altri tempi



Re Luigi IX detto il santo, progettava una visita a Gerusalemme passante per l'Egitto. Soggiorno non gradevolissimo presso le comode carceri Egiziane. Pagamento di costo di alloggio altissimo, per quei sei annetti di affannosa permanenza. Quando, anni dopo, osa tornare in nordafrica, muore di dissenteria, e con enorme classe, viene bollito e, dopo aver "fatto buon brodo", disossato per tradurre le ossa stesse in Europa.

E vabbè diranno i pignoli, quella volta in terrasanta andava bene a pochi...


Napoleone ad inizio carriera si muove per visitare, con quarantamila amici, le terre d'Egitto. Purtroppo le navi da crociera utilizzate per la visita vengono affondate da una agenzia viaggi di concorrenti Albionici (perfidi). La permanenza si allunga in maniera spropositata... Comunque il viaggiatore più fortunato nelle terre egiziane non ci muore, nè viene ucciso poco dopo... Si limita ad uno sfortunatissimo viaggio...

E vabbè diranno i colti, dopo ha conquistato mezzo mondo...
(infatti lui ha fatto in tempo ad andare nell'altra grande meta fortunata per gli Europei... chi la indovina?)


Rommel la volpe nel deserto, dopo un brillante safari di gruppo in pieno nordafrica decide di avventurarsi anche egli nel malefico Egitto, che arride solo agli Albionici. Inutile rinvangare il solito copione di sconfitte e suicidi.


E vabbè diranno i compagni, era un nazi, gli sta bene...





D'accordo, sono d'accordo su tutte le obiezioni...
Eppure mi sorge il dubbio che i viaggi in Egitto non portino esattamente bene agli europei...

lunedì 25 agosto 2008

L'impero che non c'è più


Questa crisi Georgiana ha molti protagonisti, principali e secondari.

Il ragazzo del Texas che, alla fine del suo mandato, costellato di una serie spaventevole di insuccessi in politica estera, si trova con l'ennesimo problema più grande di lui ed ovviamente ricama la solita sfilza di scelte sbagliate.






L'uomo più potente e crudele della Russia, esperto ventriloquo, ed alle sue spalle il suo pupazzo. Questa splendida coppia che sta dando alla NATO ed al mondo una lezione storica.




Il grande stratega Georgiano, che ha appena perso due provincie scissioniste per la sua vasta lungimiranza.





Il consumato attore Francese, che ha messo in piedi una colossale commedia con toni drammatici con sè stesso nel ruolo del grande mediatore. Si noti che il suo trattato non è stato rispettato se non del tutto episodicamente, fino ad ora...




E poi l'attore italico, quello che ha dichiarato di aver detto lui al telefono al grande Vlad di risparmiare la Georgia... Capito? Al telefono... Gli ha detto "Guarda Vlad, secondo me è meglio che non fai troppo il pazzeriello"...



Però l'altro giorno, proprio mentre ripensavo alle guerre recenti, al Kosovo, all'Afghanistan, all'Iraq, mentre ripensavo alle teorie politiche realiste... Mi è tornato in mente lo scritto di un intellettuale italiano che qualche anno fa credeva che il mondo e la politica internazionale sarebbero cambiati per sempre... Credeva che gli imperialismi e le sfere di influenza nazionali fossero terminati e che ormai rimanesse in campo solo il grande leviatano.


Così ripensando a questo periodo mi sono accorto che tutta questa gente, questo stuolo di paesi, di scontri nazionali, questo ritorno del vecchio e maligno imperialismo russo in antagonismo a quello (un po' meno vecchio ma comunque maligno) americano, con la Cina in agguato (che per adesso si accontenta di vincere ori alle olimpiadi, domani chissà) e l'Europa che, come sempre dalla bella epoque in poi, non sa esattamente il da farsi, sono eventi che dimostrano una cosa.

Una cosa di cui a quasi nessuno interessa, ma voglio prendermi questa soddisfazione...

Quest'uomo e tutte le teorie scritte sul suo arcifamoso libercolo teorizzante la presenza di un unico solido impero mondiale si sono rivelate semplicemente, banalmente, irrimediabilmente errate.


lunedì 7 luglio 2008

Da Tambroni a Diaz

Una di quelle canzoni che, quando si è di sinistra da un po' di anni, si è mandata a memoria, a volte prima di capire quale storia vi stia dietro.
Era il 1960.
Il 7 di Luglio.

Il governo, in carica da poco, sarebbe passato alla storia come il governo più "destro" della prima repubblica. Con il sostegno esterno dell'MSI, al tempo su posizioni chiaramente fasciste e nostalgiche, il governo Tambroni si presentava come un monocolore democristiano sospinto da pulsioni chiaramente reazionarie.

Il Governo concesse all'alleato Missino di poter svolgere a Genova il proprio raduno nazionale.
Manifestazioni indignate si successero ovunque in Italia. Da Genova il germe della ribellione alla degenerazione della politica germogliò rapidamente.
Erano tempi dove l'antifascismo era radicato e militante.

Undici morti si contarono tra i manifestanti in Italia.
Cinque nella sola Reggio Emilia.



Compagno cittadino, fratello partigiano,
teniamoci per mano in questi giorni tristi:
di nuovo a Reggio Emilia, di nuovo là in Sicilia
son morti dei dei compagni per mano dei fascisti.

Di nuovo, come un tempo,sopra l'Italia intera
urla il vento e soffia la bufera.

A diciannove anni è morto Ovidio Franchi
per quelli che son stanchi o sono ancora incerti.
Lauro Farioli è morto per riparare al torto
di chi si è già scordato di Duccio Galimberti.

Son morti sui vent'anni, per il nostro domani:
son morti come vecchi partigiani.

Marino Serri è morto, è morto Afro Tondelli,
ma gli occhi dei fratelli si son tenuti asciutti.
Compagni, sia ben chiaro che questo sangue amaro
versato a Reggio Emilia, è sangue di noi tutti

Sangue del nostro sangue, nervi dei nostri nervi,
come fu quello dei fratelli Cervi.

Il solo vero amico che abbiamo al fianco adesso
è sempre quello stesso che fu con noi in montagna,
ed il nemico attuale è sempre e ancora eguale
a quel che combattemmo sui nostri monti e in Spagna

Uguale è la canzone che abbiamo da cantare:
Scarpe rotte eppur bisogna andare.

Compagno Ovidio Franchi, compagno Afro Tondelli,
e voi, Marino Serri, Reverberi e Farioli,
dovremo tutti quanti aver, d'ora in avanti,
voialtri al nostro fianco, per non sentirci soli.

Morti di Reggio Emilia, uscite dalla fossa,
fuori a cantar con noi Bandiera rossa,
fuori a cantar con noi Bandiera rossa!


Appendice:
Il processo che seguì quei fatti assolse i protagonisti che, dalla parte delle forze in divisa, avevano ordinato o direttamente perpetrato le morti di quel giorno.
In questi giorni si celebra un processo importante a Genova.
Il Pubblico ministero, riguardo alla irruzione alla Diaz, ai pestaggi e ai barbari trattamenti riservati a giovani spesso minorenni ha dichiarato "è stato un massacro".
Continua il PM: "Ed è stato questo massacro e non certo il reato associativo contestato dalla polizia, ad accomunare le 93 vittime di questo processo, che prima neppure si conoscevano".
Non manca molto alla sentenza, anche se l'attenzione sul caso è flebile, tenue, molto inferiore rispetto ai morbosi casi di sangue tra tardi adolescenti, ai delitti passionali, agli infanticidi montani. Ma in Italia il quarto potere è questo.

Ogni tanto, comunque, è bello pensare che forse certe storie possono non ripetersi

mercoledì 2 luglio 2008

Probabilmente...


Oggi mi sono reso conto che su uno dei miei cellulari, quello principale, ho fatto 97 ore di conversazione negli ultimi mesi.
Probabilmente sono troppe.

Poi mi sono chiesto se un giorno avremo un particolare tipo di demenza per quelli che avranno preso troppe microonde in testa...
Probabilmente...

martedì 17 giugno 2008

La Morte a Levante



Quella Giapponese è decisamente una terra particolare, e il popolo che vi abita è carico di fortissime ambivalenze.
Ha una continuità statuale soprendente, basti pensare che la dinastia attuale, quella del "blasone del crisantemo", è risalente, secondo gli annali del Giappone, al VII secolo a.C.
L'imperatore attuale è il 125° discendente del primo imperatore, Jimmu, a sua volta discendente della kami (dea) Amateratsu, simboleggiante il disco solare.
La continuità della simbologia imperiale è talmente tenace che il Giappone è stato l'unico, tra gli stati sconfitti nella IIGM, a non aver perso il proprio simbolo statuale. Nè il regno d'Italia, nè il reich Tedesco sono ancora esistenti. L'Impero Giapponese sì, e l'imperatore del tempo, Showa, ha continuato a regnare fino alla sua morte, nel 1989, ed il 29 Aprile si festeggia, ancora oggi, il suo compleanno come festa nazionale (lo Showa no hi).
Certo, nel 1946 il Tenno (sovrano celeste) ha pubblicamente (dovuto) sconfessare la propria natura divina, ed abrogare lo shinto di stato, ma la sua simbologia permane forte.

Eppure, nonostante le storiche chiusure, le tradizioni ossificate, il Giappone è lo stato orientale più rapidamente ed efficacemente occidentalizzatosi.
In giappone si utilizza un sillabario, vero e proprio (il katakana) di natura fonetica per trascrivere le parole occidentali, le quali arrivano a rappresentare più del 10% del vocabolario di uso corrente nipponico.
I Giapponesi si sono rapidamente occidentalizzati nei costumi, nei modelli culturali (libri, metodi di conto) hanno importato, abilmente modificando e divenendone maestri alcuni stilemi della comunicazione novecentesca, dal fumetto (Il manga, pur cronologicamente posteriore al comic americano ha assunto nella terra Nipponica una essenza culturale inedita in occidente) alle forme di comunicazione di massa, l'informatica, la musica, l'arte d'avanguardia.

Giappone è diventato simbolo di modernità, il che in un paese incredibilmente legato al tradizionalismo (si pensi che nello shinto gli avi di una determinata famiglia rientrano nei Kami) può essere un fattore stressogeno non indifferente, e coniugare questa modernità al tradizionalismo nei costumi, nei rapporti familiari e sociali è stata una sfida non perduta ma nemmeno vinta dalla società giapponese.
Il cinema di Ozu, maestro degli anni '50, mostra il contrasto tra la modernità e la tradizione che lacera la solida struttura familiare e nazionale giapponese; i lavori e soprattuto la drammatica uscita di scena di Mishima, nel 1970, con un seppuku rituale dopo una orazione contro la costituzione del '47 e per un ritorno al nazionalismo; sono solo due esempi.

Il suicidio dunque come drammatica risposta alla crisi di una società solidamente tradizionalista? La tanto praticata modernità nipponica è allora solo una facciata dietro la quale macera una confusione valoriale pronta a divorare la psiche del giapponese medio?

Il Giappone ha un numero di quasi 30 mila suicidi l'anno su 120 milioni di abitanti, il che equivale ad un tasso (2o suicidi su 100mila abitanti) doppio rispetto a quello statunitense, pari a quasi quattro volte quello italiano, al terzo posto tra i paesi OCSE dopo Corea del Sud ed Ungheria.
Eppure la massa di morti autoinflitte del paese del sol levante non è così fieramente discepola dell'atto di Mishima.



La maggiorparte delle morti per suicidio sono amplificazioni di problemi esistenti in qualsiasi società occidentale, iperbolizzate dalla presenza di un nucleo storico valoriale e esistenziale tipicamente nipponico.

I giapponesi hanno un termine "karoushi"per indicare la cosiddetta "morte da superlavoro". L'etica del lavoro giapponese (terra che non ha mai avuto Marx) contempla lavoro straordinario massacrante e spesso non retribuito che prosegue sistematicamente fino a tarda notte, ogni giorno, con un sistema spossante e distruttivo che finisce per spingere alcuni individui al suicidio. Fin dagli anni '80 esistono pene per le aziende colpevoli di trattamenti che spingano al suicidio da superlavoro i propri dipendenti.
Le ore di lavoro, in Giappone, sono circa 2000 annue, mentre per i lavoratori francesi poco più di 1500. Alla fine degli anni '90 le ferie giapponesi ammontavano a 9,4 giorni, quelle francesi 25 giorni.

Durante la crisi economica della fine degli anni '90 il tasso suicidario tornò ad aumentare, dopo una lieve flessione precedente. Padri di famiglia di 50 o 60 anni, appena licenziati, vivevano per un periodo una vita da "fantasmi", fingendo di continuare a lavorare, fino a suicidarsi, permettendo alle famiglie di incassare il premio dell'assicurazione sulla vita, che paga anche in caso di suicidio.

Il suicidio non è, infatti, distonico rispetto all'etica nipponica. Tutt'altro.
Circa il 20% della popolazione ha seriamente pensato al suicidio nel corso della propria vita, comprendendo ogni fascia socio-culturale. Il suicidio è tradizionalmente tollerato a livello culturale, e trova riferimenti importanti storico-mitologici (i 47 Ronin di Ako che compiono seppuku dopo aver vendicato il proprio padrone).
Il suicidio è dunque l'onorevole sacrificio del giusto dinanzi a superiori avversità, ma anche l'uscita onorevole dall'onta o dalla vergogna.
Quando Kobe, nella prefettura di Hyogo, venne colpita da un terremoto a metà degli anni novanta, diversi dirigenti di varie società si uccisero a catena per gli errori nella gestione dell'emergenza; compreso il vicesindaco che si diede fuoco un anno dopo.

E nel paese delle innovazioni tecnologiche, non poteva mancare anche il suicidio sul web. Il Giappone è stato apripista anche del fiorire dei blog, dei siti, dei mercati virtuali per aspiranti suicidi, dove scegliere luogo e modalità per il proprio trapasso ed addirittura organizzarsi per effettuarlo contemporaneamente.

Leggere l'alto numero di suicidi nella terra del sol levante solo come una risposta di disorientamento collettivo alla modernizzazione è dunque non risolutivo. Un prezzo alla modernizzazione, in termini di crisi dei sistemi di protezione sociale, è sicuramente stato pagato, tuttavia fattori tipicamente nipponici, legati all'onore, al suicidio come elemento non negativo, all'etica del lavoro, pesano nel determinare un fenomeno duraturo negli ultimi decenni e legato ben più alle condizioni di vita materiale, al disagio economico, sociale e emotivo, che ad un rifiuto diffuso e radicato della modernità che, con buona pace di Mishima, sembra non essere più il principale problema della società giapponese contemporanea.

giovedì 12 giugno 2008

Erano in SEI

Mineo è un paesino sconosciuto dell'entroterra Catanese.
Quando ho avuto la fortuna di visitare la Sicilia credo di esserci passato "vicino", senza mai toccarlo... Non credo che quel borgo antico della sicilia sia stato conosciuto da molti, fino ad oggi.

Fino ad oggi.
Oggi laggiù sono morti SEI operai.
Morti per le esalazioni tossiche, mentre lavoravano, mentre ripulivano un depuratore, senza protezioni.
Tutti e SEI, uniti, come in un abbraccio, scrivono i giornali.
Io non voglio scrivere righe retoriche.
Perchè quando SEI persone vanno a lavorare e nessuno torna a casa non serve la retorica.

Serve sapere di chi sono le responsabilità.
Serve capire perchè possono succedere queste cose, in questo Paese.