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sabato 17 novembre 2012

Poster in camera

In camera mia, finchè ne ho avuto una nella mia casa patermaterna, stava il poster di Che Guevara, sicuramente un romantico eccesso di trasporto, ma anche un passo della mia formazione personale, un passo giovanile, ingenuo, ma anche orgoglioso e impavido, che per me, al tempo, era intriso di valori. Ed in fondo lo è ancora oggi.

Al reality delle primarie Piddì dell'altro giorno il giornalista ha chiesto che poster trionfassero nelle stanze immaginarie dei cinque leader potenziali della coalizione dei Moderati Democratici Progressisti...

Queste le risposte

Tabacci dixit:
Alcide De Gasperi. DC - Statista
Giovanni Marcora. DC - Senatore

Ecco, diciamo che dal Tabacci non mi aspettavo nulla di diverso, anzi direi che già Marcora è stato uno sforzo di radicalità. Ma procediamo nello scoprire i quadri del "pantheon" della sinistra italiana...


Puppato dixit:


Tina Anselmi. DC - Parlamentare
Nilde Iotti PC - Parlamentare















Quasi una rivoluzionaria rispetto a Tabacci, ma soprattutto la prima e l'ultima a nominare una persona appartenente alla tradizione della sinistra Italiana. Quindi godiamoci la foto di Nilde Iotti mentre procediamo nella sfida degli idoli.


Renzi...

Nelson Mandela. ANC - Statista
Lina ben Mhenn. Blogger Tunisina 













Va riconosciuta al sindaco di Firenze l'attenzione ai valori liberali e libertari e la capacità di parlare anche alla modernità, e Nelson Mandela è un nome di sicuro effetto... Ma andiamo avanti, completando il cerchio con i due nomi citati, rispettivamente da

VENDOLA      e     BERSANI




Proprio così, non servono didascalie, i due candidati più legati alla storia della sinistra italiana in un colpo ci rivelano di guardare oltretevere per trovare i propri punti di riferimento, richiamandosi a illustrissimi uomini di chiesa.
Di chiesa, nemmeno di stato.


Ecco i poster della Sinistra Italiana, un papa, un cardinale, tre politici democristiani, una giovane blogger ed un anziano statista africani, e Nilde Iotti, per fortuna, almeno una son riusciti a nominarne...
In camera mia intanto, per stasera, tornerà ad esserci 
 
Che Guevara - Rivoluzionario!!
 

Qui c'è il poster del Che, ma senza dimenticare Di Vittorio, Gramsci, Pertini, Peppino Impastato...  Sindacalisti, intellettuali, politici, uomini e donne che hanno fatto la storia della Sinistra in Italia, una bella storia da raccontare e ricordare, e che è un peccato vedere oggi rimossa dal pantheon delle primarie.
 

Mi ricordo...




- Ciao Michele, sono Simone, sono cattolico, siamo tutti cattolici e ti vogliamo conoscere tutti. Tu la pensi come noi, siamo molto simili! Tu come ti definiresti?
- Mi ricordo... ateo e materialist...

(Palombella Rossa, 1989)

mercoledì 1 luglio 2009

scelte ponderate


Perché ha scelto di stare dalla parte di Franceschini?


"Perché è il più simpatico"





Un po' il criterio che la gente usa per votare in Italia, la simpatia. Bene... Sdoganiamolo pure alla grande, che non sia la ragione ad ottenebrarci le menti.

lunedì 8 giugno 2009

The Long Goodbye

Discesi. "Grazie per il passaggio Morgan, vi andrebbe di bere qualcosa?"
"Mi prenoto per un'altra volta, penso che preferiate star solo" "Ho molte occasioni di star solo. Maledettamente troppe" "Dovete dire Addio ad un amico," mormorò. "Doveva esservi amico se per causa sua vi siete lasciato ficcar dentro." [R.Chandler]

giovedì 7 maggio 2009

Cercasi comunisti, anche mutanti, anche alieni...

ovvero... Un post elettorale sotto copertura.

Correva l'anno 1982, a Washington comandava un ex attore di secondo piano, in Unione Sovietica c'era la mummia di Breznev, ancora per qualche mese. Il socialismo reale era, nella mente degli Atlantici, vivo, vegeto e anche aggressivo.

Finiti gli anni settanta iniziava l'era americana di fine secolo.
Facevano capolino le prime mode del decennio, l'home video iniziava a diffondersi e i videogiochi arcade si sostituivano progressivamente ai flipper...
Poi era giunta l'Atari 2600.
Oggetto meraviglioso, in plastica e radica (che impreziosiva l'elemento di arredo) 4 o 6 levette, due controller ed un nugolo di giochi per rendere la propria casa la controparte quotidiana della sala giochi.

Space Invaders, titolo giapponese distribuito da Atari rimane probabimente il più conosciuto. Basandosi sul semplice principio di una invasione aliena da fermare a colpi di cannone, pur richiedendo, guardandolo oggi, un forte contributo immaginativo, riuscì a generare uno sviluppo di mercato tale da rendere quella di Atari un'epopea indimenticabile.

Inutile dire che non mancarono una moltitudine di cloni del titolo originale, con meccanismo di gioco pressochè identico... Space Armada, Super Invaders...

Poi, nel 1982, arriva la Arcadia Enterprise, che lancia sul mercato un gioco in cui è rappresentata una temibile ed attuale possibilità di invasione:
Communist Mutants from Space
Il pericolo questa volta è rappresentato dagli alieni del pianeta Roskiee, pronti a invadere pacifici pianeti democratici per trasformare i tranquilli abitanti in "comunisti mutanti"...
Il consiglio che riceve il giocatore sul retro della scatola è eloquente:
Vaporize the Communist Mutants before they overrun your home planet...


Ecco, oggi, quasi 20 anni dopo, a nessuno verrebbe più in mente, nemmeno in un videogame, di far attaccare la terra da una invasione di mutanti spaziali comunisti... Ormai la paura dei rossi non tira più come un tempo...

Quindi, nel caso, si potrebbe anche contare sull'effetto sorpresa!
Anche perchè secondo me in campagna elettorale un paio di questi mutanti comunisti alieni ci farebbe proprio comodo!!

sabato 25 aprile 2009

La Liberazione non si aspetta

La liberazione non si aspetta. Non è qualcosa da attendere, ma da Conquistare, così è stato per i padri e i nonni che hanno, da partigiani, combattuto per i diritti che oggi noi vediamo scontati, ma che scontati non erano e non sono.

Il 25 Aprile è un raro esempio di festa laica che non ha al centro solo una vaga retorica di patria, ma un sistema di valori, quelli della resistenza al nazifascismo; che trae forza dai principi della costituzione, che parla del riscatto di quella parte buona del paese, che seppe ridare un'occasione alla democrazia, messa sotto scacco per troppi anni.

Il rischio che corriamo oggi è dimenticarci di questo 25 Aprile. Trasformarlo solo in una celebrazione vuota e stantia, in cui, in nome di una assurda riconciliazione, si celebrino i caduti repubblichini fascisti al fianco dei partigiani morti per la libertà, la democrazia e la civiltà.

Il ministro La Russa dice che “un ideale vale l'altro”, alcuni preferirebbero vietare bellaciao, altri lamentano al 25 aprile il fatto di essere festa di una parte e non di tutte le parti.


Il 25 Aprile è la festa della liberazione di tutta l'Italia dal Nazifascismo, è la festa di tutti quelli che si riconoscono nella lotta, nella resistenza, nei principi della costituzione, in ciò che ha riscattato il nostro paese da quel triste e sporco ventennio. Ma se qualcuno ha nostalgia di quegli anni, se qualcuno pensa che i valori della resistenza non siano importanti, se pensa che un partigiano sia eguale ad un volontario della X, allora questa non è la sua festa, ed è meglio lasciare da parte le ipocrisie, perchè offende la memoria leggere alcune dichiarazioni che campeggiano nei giornali in questi giorni.

C'è gente che per la Liberazione è morta. Per Conquistarla.

Non nascosta ad aspettare per controllare da che parte stare, non antifascista dal 26 Aprile in poi.


Gente che stava dalla parte Giusta.

A quelli oggi va il mio rispetto ed il mio saluto.

Degli altri, se c'è, si occuperà il padreterno.

sabato 4 aprile 2009

Cantando contro la Pioggia

Ovvero una strana storia con questi protagonisti:


La CGIL che prova a fare il Sindacato.



I Lavoratori e le Lavoratrici.


Ed infine La Pioggia.

mercoledì 18 marzo 2009

Nel cortile di Casa

Un post fazioso.


Un altro paese del giardino centroamericano passa a Sinistra.
Il Salvador interrompe decenni di filoamericanismo radicale, arrivato al punto di non avere una propria moneta, avere un'economia basata sulle rimesse degli immigrati, e persino inviare truppe in Iraq per dimostrare quanto bellamente si sia dalla "parte giusta".

Dopo il Nicaragua neo-sandinista, ecco quindi un altro paese in cui a 20 anni dall'ombra nera della politica Reaganiana la sinistra ritorna a vincere, con buona pace dei perbenisti e di quelli che hanno la puzza sotto il naso.

Da un lato c'era il candidato della destra "Arena", un ex paramilitare, chiamato "Attila" evidentemente non per le sue doti diplomatiche. Dall'altro Mauricio Funes un giornalista leader da pochi anni dell'FMLN, un partito dai forti richiami marxiani, nato dalla guerriglia.
Sì, perchè in Salvador la guerra civile ha insanguinato il paese per 12 anni, ed il TERRORE lo ha fatto il governo in carica, supportato dai dollari USA e dagli addestratori dei servizi americani.
Per questo il voto di oggi, appeso ad un filo, segna un nuovo inizio anche per quel piccolo paese.
Perchè sperare in un cambiamento come questo dopo la guerra civile, dopo essere stati schiacciati dall'imperialismo dei gruppi paramilitari è difficilissimo, specie nel cortile di casa USA.



Brasile, Venezuela, Nicaragua, Bolivia, Chile... Un onda lunga tutto il Sudamerica...

Ditemi pure che sono un romantico testardo, però è innegabile una cosa...
Il fantasma si aggira, si aggira sempre.

sabato 14 marzo 2009

Sfide - 1

Il Catto-Comunista


Il Gatto-Comunista

mercoledì 18 febbraio 2009

Non è il PD che sognavo...

Sottotitolo: la musica è finita, gli amici se ne vanno

Walt dice che il Piddì è stato un sogno ricorrente nella sua vita, ma che non è mai riuscito a portarlo alla vittoria. A dire il vero in 18 mesi il centrosinistra (tutto, non solo il Piddì) ha collezionato la più spettacolare serie di sconfitte mai inanellata in italia da una qualsiasi formazione politica dopo la compagine del pentapartito dei primi anni '90.
E senza nemmeno metterci in mezzo scandali giudiziari come quelli dell'epoca.
Ecco il Pi-Di, simboletto accattivante che ricorda la bandiera dell'Italia (che altro partito vi fa venire in mente questa cosa?), nome dilavato da ogni ombra di riferimento alla tradizione della sinistra italiana, operazione ringiovanimento (?!?), estetica d'oltreoceano, tentazioni politiche "centriste" nel senso DeGasperiano del termine...


Tutto inutile, 18 mesi di schiaffi, un diradamento di consensi che riporta il partito democratico alle dimensioni dei soli DS, una crisi che attraversa verticalmente tutto il vecchio centrosinistra creato da una multialchimia nel biennio 94-95 e, nel bene e nel male, attrezzato quanto meno per competere sul campo con le armate berlusconiane, oggi vincitrici a mani basse, nelle menti e nei cuori degli italiani.

A questo punto, se Walt ha sognato il suo Pi-Di, allora anche io parto con delle proposte onirico-fantastiche e propongo una novità sulla base di un sogno:

Premessa: Visto che sono finite le ideologie, visto che ormai la gente, le persone, gli uomini comuni a cui non vogliamo certo far guerra o pretendere che si interessino minimamente a cose irritantemente noiose come la storia, la filosofia o qualsivoglia apporto culturale, hanno comunemente deciso che le idee sono un fardello inutile rispetto alla grancassa populista...

Anche con un occhio al mondo dei gggiovani...
Anche con un pensiero rivolto al femminismo...

Propongo il

PARTITO X.


Il partito X (ics).
Dove la X rappresenza la generazione X
Dove la X è simbolo di femminilità.
Dove si intende un aggettivo a piacere al posto della X, perchè ognuno ha un aggettivo da metterci, e noi non si vuole scontentare nessuno...

Perchè è la perfetta sintesi del pensiero politico che va per la maggiore...

"Visto che sono tutti uguali, tanto vale votare un partito X!"

E soprattutto il Partito X permette di rimettere in gioco quel simbolo, quello sì apparso in sogno per vincere ad uno che si apprestava a conquistare Roma...

E c'è anche il richiamino religioso che fa tanto bene all'umore del santo padre...



P.S: Lo so, lo so che si legge "Chi-Ro", ma se su "repubblica" Catilina ha nominato senatore un cavallo, noi possiamo leggerlo Pi-Ics!

E poi dai, lo sapete "In hoc signo vinces"...
C'è forse altro di importante, in politica, al giorno d'oggi?

lunedì 2 febbraio 2009

Uva Europea

E, allora, visto che tanto si parla di ricostruzione dal basso, di legami col territorio, di mettere al centro il merito... allora forse - in alto, alle europee - meglio saltare un giro e concentrarsi sulla politica «dal basso».
[G. Polo, parlando della sinistra italiana alle elezioni europee - il Manifesto - 29.01.09]



Nondum matura est, nolo acerbam sumere.
[La Volpe, parlando dell'uva - Favola di Fedro]

lunedì 12 gennaio 2009

La Scissione dell'Atomo

Oggi la Direzione Nazionale di Rifondazione, guidata da Ferrero, rimuoverà dall'incarico il direttore del giornaletto "Liberazione", da mesi in rotta con la dirigenza del partito.
L'area di Vendola, consistente minoranza, è divisa tra coloro che vogliono uscire immediatamente e fondare un altra formazione con Fava, e chi (circa il 25%) vuole continuare la sua battaglia dentro Rifondazione.
Per Vendola Rifondazione è una casa di spettri, per Bertinotti è irriconoscibile... Dichiarazioni che non lasciano molto margine alle ricomposizioni dell'ultima ora.
Faranno "qualcosa di nuovo" a Sinistra...

Non so quanto ci sia da dire o da commentare, mentre mi mettevo a scrivere questo post pensavo all'aria di precarietà che si respira ovunque a sinistra, dalle amministrazioni cittadine ai partiti tradizionali. Il terremoto di consenso, di progetto e di capacità che attraversa il mondo un tempo progressista è un segno di inadeguatezza profonda.

Allora più che il contenuto ci si rifugia nel marketing, nel nuovismo, nel linguaggio dell'innovazione spesso applicato a figure decisamente non innovatrici.
In parte è l'effetto della furia iconoclasta che vuole seppellire il novecento (recentemente ad una festa un vecchio amico mi criticava perchè ero troppo "novecentesco" a suo dire, e ci sto ancora rimuginando su cosa voglia in effetti dire), in parte la tragedia compiuta di una nazione che ha la destra e il cattolicesimo incisi a fuoco nel suo DNA.
Così al bando la falce e martello, la parola Comunismo, apriamo le porte alla dialettica poetica, alla crasi che s'incomincia nella crisi.
Ed anche se ad essere interpreti dell'innovazione sono persone con una storia politica pluridecennale...
Ed anche se questa scissione è contaminata da beghe economiche, di potere, con sullo sfondo una intera dirigenza che non sopporta l'idea di aver perso un congresso...
Ed anche se oggi siamo ancora più deboli che ieri...

Bè, magari nessuno se ne accorgerà.
La Sinistra è morta? Evviva la Sinistra.

domenica 28 dicembre 2008

Almanacco 2008 - Politica

istruzioni: Una foto al mese, per ricordare un anno che politicamente sarebbe meglio dimenticare. Cliccando su ogni foto c'è anche, collegato, un articolo che si riferisce al mese in questione.


Gennaio

Mastella si dimette dopo che una serie di provvedimenti cautelari si abbattono sulla moglie e sui collaboratori di partito. Appoggio esterno, dice... Non durerà, la settimana dopo il governo cadrà al Senato.
L'annus Horribils per la sinistra in Italia inizia così.

Febbraio

A metà mese si riuniscono in assemblea i 2806 delegati del Partito Democratico. Si tratta della "costituente", Veltroni, candidato in pectore espone i 12 punti della sua campagna elettorale per cambiare l'Italia. Presentazione autonoma. Il PD prova a fare da un partito un'intera coalizione. Fallirà.

Marzo

Il caso Alitalia alimenta divisioni politiche rilevanti, in piena campagna elettorale il governo Prodi spinge per l'accordo con AirFrance, Spinetta è in Italia a cercare una convergenza con i sindacati che però non arriva. Berlusconi dice che in pista potrebbe scendere una cordata Italiana con anche i suoi figli. Storia avvincente, finale ancora incerto.



Aprile
Il 13 ed il 14 le elezioni politiche danno una stragrande vittoria al PdL, con una crescita netta della Lega. La Destra vince e convince, nelle sue incarnazioni liberiste, nazionaliste, reazionarie e xenofobe. Il PD non è nemmeno in competizione, Di Pietro ottiene un buon risultato, La Sinistra propriamente detta scompare dal Parlamento, è la prima volta in cinquant'anni.
Berlusconi torna a palazzo Chigi, sono passati 14 anni dalla sua prima volta.


Maggio

Arriva il "pacchetto sicurezza", poteri straordinari ai sindaci, soldati a spasso nelle città, una stretta dura sugli immigrati. L'aria di destra si fa irrespirabile, ma i sindaci del PD sembrano a proprio agio nel "mondo nuovo" che la destra ha creato.
L'ansia securitaria continua a macchiare la politica italiana.



Giugno

L'ultima volta in Italia di Bush, almeno da Presidente. Intanto il governo annuncia le sue priorità, ripulire Napoli, mettere a posto Alitalia e riformare la magistratura, quest'ultima è un classico che non passa mai di moda...


Luglio

Mese di congressi per la sinistra morente italiana, non rappresentata in parlamento, sola in una società che non riesce più a capire, indecisa se il problema sia nei simboli, nei linguaggi o nella vera sostanza del suo messaggio appare incapace di farsi interprete della società.
Quattro congressi che sono un altro passaggio stretto per la sinistra in agonia.

Agosto

Brunetta prosegue la sua crociata contro la pubblica amministrazione e i pubblici dipendenti, definiti inefficienti e fannulloni. Imbevuto del mandato popolare a colpi di decreto passa sopra le perplessità dei sindacati e difende, a spada più che tratta, la sua missione. I dipendenti pubblici sostanzialmente non riescono ad articolare una risposta decente.


Settembre

Il 10 del mese la Lehman Brothers annuncia il fallimento. Inizia la crisi economica, che in realtà è scoppiata da più di un anno, dal collasso dei mutui subprime dell'estate 2007, ma il sistema ha fatto finta di niente per più di 12 mesi, ed adesso comincia a chiedere il conto.
Ed è solo l'inizio.


Ottobre

Esplode la crisi della borsa.
Letteralmente. Le borse scendono per tutto il mese, mentre il fantasma della crisi finanziaria comincia a farsi reale. Profeti in ritardo escono a dirci che il sistema si riprenderà, ma che sarà dura e difficile. I banchieri chiedono aiuti di stato per salvarsi la pellaccia, qualcuno, anche da destra, prende a criticare la deregolamentazione del mercato...
Benvenuti nell'inferno del Capitale. Girone degli Opportunisti.


Novembre

Elezioni Americane. Alla fine vince Obama. In Italia, dove la destra domina il panorama culturale e politico, si gioisce smodatamente dalle parti del Piddì e non solo. Più o meno come tifare Real Madrid dopo che la propria squadra è uscita dalla coppa.


Dicembre

Il PD ri-perde le elezioni, questa volta in Abruzzo, la sinistra è una sommatoria di brandelli, gli scandali giudiziari cominciano ad abbattersi sul partito di Veltroni.
Oltre agli arresti eccellenti dell'Abruzzo anche in Campania il tintinnio delle manette preoccupa e non poco i Democratici. Dopo timidi accenni sulla questione morale il neo-partito riformista si riorganizza e prende una posizione chiara. Bisogna riformare la giustizia.
Nessuno nota un pizzico di incoerenza.

L'annus Horribilis si chiude, indegnamente come si era aperto.

sabato 29 novembre 2008

novant'anni dopo

Iconografie mutevoli.











sabato 22 novembre 2008

Ciao Compagno.


Le guerre lunghe logorano anche i combattenti più tenaci.


venerdì 24 ottobre 2008

S.M.U.R.F.

Socialist Men Under Red Father


I Puffi hanno cinquant'anni.
Nel senso che Peyo, il loro creatore, li ideò il 23 ottobre del 1958.
Il loro nome originale è Schtroumpfs, quello anglofono Smurf, quello italiano "Puffi" è diventato anche il nome di un gusto di gelato azzurrino in voga negli anni '80, a dimostrare quanto permeanti siano stati i piccoli gnomi blu nell'immaginario infantile.

Inizialmente semplici comprimari, presto si imposero come protagonisti dando vita ad una delle più lunghe e fortunate serie animate mai prodotte (più di 420 episodi).

In rete (si sa la rete è piena di accattivanti opinioni) c'è chi è convinto che dietro ai Puffi si nasconda la più completa ed articolata campagna di subliminale convinzione sovietica effettuata alle spalle dei giovani fanciulli americani.
Ovvero, i Puffi sarebbero dei comunisti.
J. Marc Schmidt (autore di un libro su questo e altri segreti della cultura pop, il quale sembra essere disponibile solo in coreano) è convinto che il villaggio dei Puffi sia un grande e poderoso kolchoz comunista. Sulla stessa linea l'italiano Fineschi, in un sito non più esistente, che vigorosamente sostiene l'esistenza di un grande complotto del Marxismo Leninismo internazionale.

E sì, i puffi, tutti identici tra loro, persino nell'abito, sono distinti solo dal ruolo sociale che ricoprono nella comunità, dando, pare, l'idea di un ordinamento di tipo sovietico. Il capo, Grande Puffo, è paragonato al vecchio Barbone Marx, con il quale ha qualche affinità fisica (ma anche con qualsiasi altro anziano con la barba) lui è il Red Father, il segretario generale che tutti adorano e nel quale tutti nutrono cieca fiducia.
Così "puffo" può essere letto semplicemente come "compagno", e lo schema prende a funzionare rapidamente...

Va da sè che l'occhialuto puffo Quattrocchi è il criticabile intellettuale (o forse persino il contestatore trockista) da eliminare (bonariamente e simbolicamente) espellendolo a pedate fuori del villaggio.

I Puffi vivono secondo il principio del "da ciascuno secondo le sue possibilità, a ciascuno secondo i suoi bisogni"; mangiano collettivamente dosi identiche dello stesso cibo, che viene collettivamente raccolto, non pare che posseggano denaro, nè che esistano contropartite per il lavoro che ciascuno presta al servizio degli altri. Il sistema del villaggio è un mercato chiuso, non esistono scambi esterni, nè esiste alcuna struttura dipendente dalla proprietà privata.
Al di là delle possibili critiche, rimane vero che ci sono alcuni esempi interessanti:
- in una storia (fumetto) "il Puffo Banchiere" (si ritrova anche nei classici oro di repubblica) il denaro, introdotto nel villaggio, si rivela un vero "sterco del demonio", distruggendo l'armonia tra i piccoletti e quasi spingendoli in rovina.
- in un episodio televisivo "il Re Puffo" durante l'assenza di Grande Puffo, Quattrocchi si proclama re dei Puffi, si fa costruire un grande palazzo a simbolo del proprio potere e stabilisce gerarchie interne al popolo blu. Scatenando una rivolta capeggiata da Puffetta.

Bene, acquisito lo status di piccola comune del villaggio fatto di funghi, è ovvio dare un nome ai nemici. Gargamella che vuole (attraverso la magia nera) trasformare i puffi in oro, è evidentemente, in questo parallelismo, il capitalismo, che vuole sfruttare i puffi-lavoratori, trasformando la loro fatica in profitto.

Il parallelismo, ovviamente, potrebbe andare avanti (e se leggete dai link, effettivamente lo fa). Nel villaggio dei puffi ad esempio non esiste l'unità patriarcale, non c'è alcuna traccia di famiglia come struttura portante della società (anche se sarebbe da fare una riflessione sulla introduzione "pandorica" della figura di puffetta), apparentemente la società Puffa è atea (non c'è alcun Puffo dedito a ruoli di culto e Grande Puffo pratica palesemente la magia).

Sia chiaro, si tratta di osservazioni che lasciano il tempo che trovano, per quanto nei fumetti un po' di politica sia sempre passata (Tin Tin ne sia un esempio) i Puffi sono sostanzialmente il ritratto di una utopia fanciulla di bambini, che sono tutti, appunto eguali, ha una ispirazione molto più collettivista - primitivista (come appunto i giochi di bimbi) che figlia di una qualsivoglia forma di comunismo novecentesco, ma è divertente leggere quanto vi sia stato speculato sopra... Cinquant'anni dopo...

P.S: Ed ho dato solo un esempio: QUI invece li accusano di essere una setta massonica...

giovedì 16 ottobre 2008

Appunti di Corteo


Era l'11 Ottobre. Sapete, me lo segno.

Potrebbe essere un gradito (IMO ovviamente) ritorno, o semplicemente l'ultima apparizione...

Nel dubbio me lo appunto...

lunedì 25 agosto 2008

L'impero che non c'è più


Questa crisi Georgiana ha molti protagonisti, principali e secondari.

Il ragazzo del Texas che, alla fine del suo mandato, costellato di una serie spaventevole di insuccessi in politica estera, si trova con l'ennesimo problema più grande di lui ed ovviamente ricama la solita sfilza di scelte sbagliate.






L'uomo più potente e crudele della Russia, esperto ventriloquo, ed alle sue spalle il suo pupazzo. Questa splendida coppia che sta dando alla NATO ed al mondo una lezione storica.




Il grande stratega Georgiano, che ha appena perso due provincie scissioniste per la sua vasta lungimiranza.





Il consumato attore Francese, che ha messo in piedi una colossale commedia con toni drammatici con sè stesso nel ruolo del grande mediatore. Si noti che il suo trattato non è stato rispettato se non del tutto episodicamente, fino ad ora...




E poi l'attore italico, quello che ha dichiarato di aver detto lui al telefono al grande Vlad di risparmiare la Georgia... Capito? Al telefono... Gli ha detto "Guarda Vlad, secondo me è meglio che non fai troppo il pazzeriello"...



Però l'altro giorno, proprio mentre ripensavo alle guerre recenti, al Kosovo, all'Afghanistan, all'Iraq, mentre ripensavo alle teorie politiche realiste... Mi è tornato in mente lo scritto di un intellettuale italiano che qualche anno fa credeva che il mondo e la politica internazionale sarebbero cambiati per sempre... Credeva che gli imperialismi e le sfere di influenza nazionali fossero terminati e che ormai rimanesse in campo solo il grande leviatano.


Così ripensando a questo periodo mi sono accorto che tutta questa gente, questo stuolo di paesi, di scontri nazionali, questo ritorno del vecchio e maligno imperialismo russo in antagonismo a quello (un po' meno vecchio ma comunque maligno) americano, con la Cina in agguato (che per adesso si accontenta di vincere ori alle olimpiadi, domani chissà) e l'Europa che, come sempre dalla bella epoque in poi, non sa esattamente il da farsi, sono eventi che dimostrano una cosa.

Una cosa di cui a quasi nessuno interessa, ma voglio prendermi questa soddisfazione...

Quest'uomo e tutte le teorie scritte sul suo arcifamoso libercolo teorizzante la presenza di un unico solido impero mondiale si sono rivelate semplicemente, banalmente, irrimediabilmente errate.